12 Settembre 2025

Diversità è che puoi essere alto o basso e trovi sempre qualcuno che ‘ti scherza’ (ti prende in giro).
Queste le parole di un bambino di undici anni durante il Family Day di SD Worx, appuntamento di gioco e crescita che l’azienda dedica ogni anno ai figli dei propri dipendenti. In questa edizione noi di Altisensi ci siamo voluti sfidare affrontando un tema caro all’azienda, così comune e allo stesso tempo complesso, delicato e non scontato: la diversità.

La diversità ha a che fare con il punto di vista, con le diverse prospettive e categorizzazioni con cui guardiamo il mondo. A seconda degli occhi che lo guardano, un cerchio giallo può rappresentare il sole, una pallina di gelato al limone, il tuorlo dell’uovo, la ruota di un monopattino…Alto o basso, biondo o moro, chi ama la pizza e chi gli hamburger, basta un input diverso e le carte in gioco si scombinano, le categorizzazioni non riescono a dare conto dell’unicità di ogni essere umano.
Altisensi ha accompagnato i bambini a guardare la realtà oltre gli stereotipi, con attività creative di gruppo in cui ciascuno è stato invitato a mettere in moto immaginazione, fantasia, e capacità di problem-solving per far emergere il proprio – unico, originale – modo di essere e stare al mondo.
Fin da quando muovono i primi passi nel mondo, i bambini si confrontano implicitamente con il tema della diversità e noi di Altisensi abbiamo deciso di introdurre il concetto attraverso il gioco già a partire dai 3 anni, esplorando le molteplici possibilità di movimento che il nostro corpo ci offre: bambini e genitori hanno riprodotto, muovendosi, forme molto semplici – una conchiglia, un sasso – e hanno potuto osservare come ogni corpo esprime in modo differente anche le più semplici immagini. Non c’è meglio né peggio, giusto o sbagliato, semplicemente il corpo si muove seguendo ritmi e posture uniche, che si trasformano fluidamente con lo scorrere della musica. E’ solo crescendo che il corpo, così come la mente, inizia ad assumere movenze sempre più rigide e stereotipate. Il laboratorio ha rappresentato un momento di creatività condivisa, in cui adulti e bambini si sono ritrovati in un territorio comune e prezioso per entrambi: la fantasia.

Con i bambini della scuola primaria ci siamo addentrati nel Paese delle Pulcette. Il racconto, ideato da Beatrice Alemagna, affronta il tema della diversità con ironia, mettendo in risalto le particolarità dei piccoli protagonisti. Nella prima parte della storia prevale lo sgomento di fronte alla scoperta delle differenze fra le pulcette, percepite come un possibile ostacolo all’incontro. La narrazione mostra però come questa difficoltà possa sciogliersi facilmente: le pulcette si interrogano reciprocamente sul motivo per cui sono fatte in un determinato modo e, nel tentativo di rispondere, giungono alla consapevolezza che ciascuna è semplicemente nata così. L’unicità, non frutto di una scelta ma condizione originaria, diventa allora occasione per riconoscersi e festeggiare insieme. Il messaggio proposto dal libro interpella fin da subito i bambini: il mondo raccontato è per loro qualcosa di inaspettato, quasi estraneo, e proprio per questo suscita curiosità. Inoltre, durante la parte laboratoriale – che prevede la creazione di una nuova pulcetta, diversa da tutte le altre – si allena il pensiero divergente, immaginando caratteristiche originali e personali. L’attività creativa diventa così un’occasione per riflettere sul valore dell’unicità e sull’importanza di accogliere ciò che rende speciale ogni essere vivente.
Con i ragazzini dagli undici anni in su il lavoro ha preso una piega meta-cognitiva: ci siamo interrogati su che cosa sia la diversità attraverso un brainstorming e su quanto le caratteristiche che accomunano le cose possano variare a seconda della prospettiva da cui le si guarda. Le carte da gioco Ouisi hanno guidato questa scoperta, attraverso un gioco di accostamenti volto a mettere in luce i punti in comune tra le diverse immagini. E quante strade diverse si possono percorrere per raggiungere gli stessi obiettivi, partendo da elementi identici? I ragazzi lo hanno sperimentato attraverso la costruzione di un percorso per le palline utilizzando materiali destrutturati, attività che ha messo in luce come la creatività sia una risorsa quando siamo chiamati a percorrere strade non tracciate, e come sia possibile – e anche divertente – seguire rotte diverse per giungere a traguardi comuni.

Questa giornata ci ha confermato ancora una volta come sia utile ed efficace dare la parola ai bambini, senza imporre il proprio punto di vista sul mondo ma facendo sperimentare attraverso il gioco creativo temi e concetti anche molto profondi e complessi. Ci portiamo a casa come l’assenza di giudizio e l’apertura al nuovo sia l’antidoto al pregiudizio, agli stereotipi e alle facili categorizzazioni, un primo passo per vivere la diversità nella vita quotidiana con stupore e curiosità genuina, senza timori.






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