7 Gennaio 2026

Anno nuovo, nuovo logo e nuovo sito!

Ma soprattutto, un brand con una voce più allineata a ciò che siamo oggi!

Perché? Dopo 7 anni, ci siamo fatte una domanda semplice e scomoda insieme: stiamo davvero raccontando tutto quello che Altisensi è diventato in questi anni di lavoro creativo?

La risposta è stata una pausa. E poi un no gentile.

Da lì è iniziato un percorso di rebranding durato otto mesi.
Otto mesi per semplificare, ascoltare, lasciare andare il superfluo e tornare all’essenziale. Essenziale come semplice. Essenziale come fondamentale.

Abbiamo giocato usando parole nuove per raccontare chi siamo e tutto quello che forse non lasciavamo abbastanza trasparire.

Il nuovo logo sembrerebbe minimale, con le nostre due linee e un font nero. Ma racconta molto di più: ogni interazione con adulti e bambini genera una nuova versione dell’immagine, creativa e inaspettata. I disegni cambiano, si moltiplicano, si contraddicono – e questo è un valore. L’identità di Altisensi è un archivio vivo di immaginazione.

Ci siamo fatte semplici per lasciare spazio alla creatività di tutti. La nuova estetica è essenziale e funzionale: due linee e uno spazio fertile al suo interno. Questo logo racconta la nostra missione: metterci al servizio perché la creatività e l’immaginazione di ciascuno possa emergere totalmente. Ma per capire questo cambiamento dobbiamo fare un passo indietro.

A giugno di sette anni fa siamo salite su una mongolfiera senza sapere esattamente dove saremmo atterrate. C’era un po’ di incoscienza, sì.

Ma soprattutto c’era una spinta forte, chiarissima: una chiamata all’azione.

Così nacque Altisensi, come impresa sociale e come gesto di fiducia verso una causa che ci muoveva dentro da tempo: prenderci cura del pensiero creativo, quello che apre, sposta, sorprende.

All’inizio eravamo in due e abbiamo bussato alle porte delle scuole dell’infanzia e primarie di Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Entravamo con una ricerca sperimentale sotto braccio e una domanda enorme nello zaino: e se proteggere l’immaginazione fosse una priorità educativa, non un lusso? Abbiamo allenato bambine e bambini tra i 5 e i 10 anni, proprio lì dove il pensiero simbolico è vivo, mobile, potentissimo.

La nostra ipotesi di lavoro puntava a tenere aperto lo spazio della possibilità. Se quella capacità immaginativa resta elastica, se insegnanti e genitori imparano a coltivarla e se ai bambini viene data davvero la possibilità di esplorare tutte le loro potenzialità… allora crescono adulti capaci di immaginare futuri diversi. Più aperti. Più tolleranti. Più umani. Persone che non si limitano a seguire strade già tracciate, ma osano inventarne di nuove.

L’ipotesi si è verificata e noi siamo andate avanti. Per noi questo era (ed è) impatto vero. 

Poi è arrivato il Covid. E la mongolfiera ha iniziato a traballare un po’. Le scuole chiuse, poi semichiuse. Lavorare direttamente con i bambini è diventato quasi impossibile, ma noi sentivamo un’urgenza fortissima: continuare a farlo. In un tempo di paura, immobilità e resistenza al cambiamento, fermarsi non era un’opzione. Così abbiamo fatto quello che chiediamo sempre agli altri di fare: cambiare punto di vista.

Abbiamo aperto percorsi online per adulti. All’inizio con cautela, poi con entusiasmo crescente. Percorsi base per chi si avvicinava per la prima volta al pensiero divergente. Percorsi avanzati per insegnanti, genitori, professionisti curiosi di allenare flessibilità, problem solving e capacità di immaginare alternative.

Ed è lì che è arrivata la sorpresa (una di quelle belle): non solo i bambini beneficiano enormemente di questo percorso di allenamento, ma anche gli adulti, se motivati, ottengono risultati concreti. Tangibili. Trasformativi.

Da questa consapevolezza sono nate collaborazioni con aziende, studi professionali, realtà anche fuori dall’Italia. Nuovi contesti, nuove culture, nuove domande.

Abbiamo esplorato nuovi ambiti con gratitudine per il cammino fatto e una curiosità enorme per tutto ciò che ancora non conoscevamo. Intanto Altisensi è cresciuto anche come team con l’ingresso di Benedetta, Marian, Nicole e Letizia.

Abbiamo scoperto che l’approccio di Altisensi si applica ovunque.

E quindi, dopo sette anni, si è fatto chiaro che la forma del nostro brand non raccontava più tutta la sostanza.

E allora, oggi, chi è Altisensi? Altisensi è questo:
la creatività non come talento per pochi, ma come forma mentis per tutti.

Un’attitudine quotidiana che genera benessere, crescita, felicità – nelle persone e nelle organizzazioni.

Due linee parallele tracciate su un foglio.
Da lì ognuno può trasformare, a modo suo.
Giocare o approfondire.
Ridere e collaborare.
Sfidarsi, immaginare, ricominciare.
Con una mente viva.
Unica.
Capace di generare impatto.
Oggi Altisensi ha un nuovo volto.
Ma lo stesso cuore.
Non abbiamo cambiato direzione.
Abbiamo messo a fuoco.

Non vediamo l’ora di condividere con voi questo viaggio.
Come sempre, partendo da ciò che ci distingue di più: il gioco e il divertimento.
Perché pensare in modo nuovo non è solo utile. È sorprendente.
Ed è una cosa tremendamente seria… da prendere con leggerezza.